3° Principio

4° PRINCIPIO

 

"Quando hai il buio intorno a Te

e dentro di Te

affidati con fiducia

a chi cammina con te!"

 

 
La fiducia è un sentimento complesso che rivela tanti aspetti. Prima di tutto bisogna avere fiducia in sé stessi e poi guardare con ottimismo l’intera umanità.

La fiducia non è una dote innata nell’essere umano ma è un valore che viene costruito piano piano nel corso della vita attraverso delle scelte.

Se pensiamo ad un bambino, lui ha fiducia nella madre o chi per lei, poi crescendo si distacca e iniziano a subentrare nella sua mente elementi che inquinano e trasformano l’adolescente, per alcuni aspetti, in una persona diffidente e ipercritica.

Poi con il passare del tempo acquistare fiducia, sarà un atto di coraggio e decisamente una scelta di vita.
Le persone sfiduciate in genere, sono persone che hanno poca fiducia in sé, o persone che hanno difficoltà di adattamento, i depressi o gli autodistruttivi, i paranoici e tutti gli immaturi in genere.

Quindi possiamo dire che chi non ha fiducia in se stesso non riesce a darla agli altri, chi non ha trovato il positivo in sé, non lo riconosce negli altri.

Due elementi fondamentali per la fiducia sono: la rettitudine e la benevolenza.

La rettitudine ci fa scoprire sempre la verità che c’é in ognuno, senza aspettarci che uno sia tutta la verità.

La benevolenza ci fa riconoscere e partecipare al bene che ciascuno esprime nelle sue uniche situazioni, senza pretendere il bene che non mi può dare: solo Dio è tutto il Bene.

Questi sono elementi indispensabili per la fiducia stessa.

Tutto questo si può ottenere attraverso il dialogo con l’altra persona, questo incontro di due esseri umani che cercano di ottenere a vicenda, la comprensione per quello che possono essere o per quello che si sono vissuti.

Il dialogo non è comunicare solo con le parole, ma un accogliersi attraverso il più profondo ascolto.

E' comunicare anche con semplici gesti, o quando serve, anche con silenzi; l’importante è che l’altra persona avverte questo, perché quando c’è questo, c’è comunicazione profonda fra esseri umani che hanno fiducia l’uno dell’altro e sanno apprezzare le parole, i gesti che un amico può fare.

Tutto questo viene a cadere quando si sente che dall’altra parte c’è diffidenza o disinteresse, in quel momento la persona si chiude e non riesce a dare quella fiducia che prima gli sembrava di sentire.

3° PRINCIPIO

  "Impara

a trattare con misura

tutto ciò che

la vita quotidiana ti offre

e avrai il necessario

anche domani!"

(3° princìpio della Comunità in Dialogo)

 

 

 "Arriviamo in Comunità con la superficialità, la stanchezza, l’insicurezza, il capriccio;

ma un nostro grande tesoro è imparare a cogliere il quotidiano, un cibo ordinario, ma con le sue piccole responsabilità che spesso noi trascuriamo, ma che ci permettono di capire l’importanza di una vita semplice, fatta del necessario.

Finché si rimane in Comunità solo per fare delle cose non si può capire l’importanza del trattare con misura tutto ciò che la vita quotidiana ti offre.

Le situazioni quotidiane stimolano la nostra generosità, le nostre parti migliori,

e così impariamo ad accrescere la capacità di dare il valore giusto alle cose,

che un tempo per noi erano superflue e scontate.

Impariamo a non minimizzare, a non buttare nulla (ciò che butti oggi, può servirti domani) a stare attenti alle spese, a non rompere niente, ad avere cura per tutto ciò che abbiamo intorno... Questo ci porterà ad apprezzare ciò che abbiamo come persone: gesti, parole, pensieri, scelte, sentimenti, sguardi ecc.



Lasciamo che in noi rifiorisca il rispetto per quello che ci è stato dato, tenendo conto della fatica e del sudore che altri hanno dato perché noi lo scoprissimo.



Con il tempo ognuno di noi deve scoprire la propria crescita e questo nelle mille attività della Comunità, quando sperimento le mie qualità e trasformo le mie debolezze, scegliendo di crescere.



Questo stile ci riporterà a rigioire della vita intera, che ci arriva come un banchetto preparato per la gioia condivisa: noi che ormai viviamo solo di sostanze, sentendoci poveri nel cuore, nella mente, nei rapporti in un mondo diventato a noi ormai deserto e ostile.



Vivere è stupirsi, riapprezzare e dar valore alle mille e mille cose che ogni giorno ci porge con semplicità e infinite sfumature: imparare a trovare la “misura” di tutto, è saggezza!"