4° Principio

5° PRINCIPIO

 

"Metti cuore nelle Tue responsabilità,

le eserciti bene

se sei disposto a crescere!"

 

 
Si entra in Comunità perché si è deciso di crescere e cambiare.

Fin da quando ci alziamo al mattino dimostriamo se questa scelta è nel nostro cuore.

Tutto ci sembra difficile anche le cose che prima consideravamo facili, ricordiamo però che nessuna responsabilità è piccola, è solo un gradino che ci permetterà di vedere cose nuove.

è necessario arrivare da trovarsi in mano oggi tutto ciò che ieri abbiamo distrutto (beni, sentimenti, denaro ecc.) e sentire lo stupore oggi di rispettarli, di curarli, di averli in mano con responsabilità.

Mettere cuore significa mettere il meglio di te in ogni cosa.

Una persona che è superficiale nella sua responsabilità, mostra poco amore per chi lo ha accolto e per chi come lui cresce con fatica; e soprattutto non dà valore alle singole cose, non scopre la gioia di sentirsi utile e chiamato per qualche cosa come ogni essere umano, e rischia il vuoto e l’insoddisfazione.

Quando fai verità nel profondo di te, la responsabilità assume valore, come mezzo per farci conoscere dagli altri compagni, e per capire meglio se ciò che facciamo col cuore, per questo accettiamo ogni suggerimento che attraverso il confronto ci viene dato per migliorare.

La responsabilità rappresenta il nostro pane quotidiano, una sfida giornaliera, desidereremo farcene carico solo se abbiamo a cuore la vita; solo in questo modo faremo bene quello che facciamo per noi e per gli altri.

Dimostro di avere a cuore ciò che mi è affidato se ascolto quello che mi dicono i miei compagni del gruppo.

Dimostrerò in questo modo di avere a cuore la mia crescita personale e darò il mio contributo anche se piccolo ma essenziale per crescere come gruppo.

La vita è un Dono ma è affidata alla nostra “responsabilità”, perciò non la lasciamo nei momenti di solitudine; se vediamo che sta capitando questo, con onestà ricerchiamo aiuto dagli altri per continuare ad essere attivi, dialogando. Si cambia solo se si è disposti a crescere e se ci si lascia guidare, senza paure, da chi prima di noi ha fatto questo cammino e ci indica la strada.

La responsabilità nei momenti difficili è come la bussola per chi naviga nella tempesta: bisogna non abbandonarla, ma tenervi fermo lo sguardo, e si arriva allora alla meta... di uomini maturi.

4° PRINCIPIO

 

 

 

"Quando hai il buio

intorno a Te e dentro di Te

affidati con fiducia

a chi cammina con te!"

(4° princìpio della Comunità in Dialogo)

 

 

 
 "La fiducia è un sentimento complesso che rivela tanti aspetti.

 

Prima di tutto bisogna avere fiducia in sé stessi e poi guardare con ottimismo l’intera umanità.



La fiducia non è una dote innata nell’essere umano

ma è un valore

che viene costruito piano piano nel corso della vita

attraverso delle scelte.



Se pensiamo ad un bambino, lui ha fiducia nella madre o chi per lei, poi crescendo, si distacca e iniziano a subentrare nella sua mente elementi che inquinano e trasformano l’adolescente, per alcuni aspetti, in una persona diffidente e ipercritica.

Poi, con il passare del tempo, acquistare fiducia sarà un atto di coraggio e, decisamente,

una scelta di vita!


Le persone sfiduciate in genere, sono persone che hanno poca fiducia in sé, o persone che hanno difficoltà di adattamento, i depressi o gli autodistruttivi, i paranoici e tutti gli immaturi in genere.

Quindi possiamo dire che chi non ha fiducia in se stesso non riesce a darla agli altri, chi non ha trovato il positivo in sé, non lo riconosce negli altri.


Due elementi fondamentali per la fiducia sono: la rettitudine e la benevolenza.



La rettitudine ci fa scoprire sempre la verità che c’é in ognuno, senza aspettarci che uno sia tutta la verità.

La benevolenza ci fa riconoscere e partecipare al bene che ciascuno esprime nelle sue uniche situazioni, senza pretendere il bene che non mi può dare: solo Dio è tutto il Bene.



Questi sono elementi indispensabili per la fiducia stessa.



Tutto questo si può ottenere attraverso il dialogo con l’altra persona, questo incontro di due esseri umani che cercano di ottenere a vicenda, la comprensione per quello che possono essere o per quello che si sono vissuti.



Il dialogo

non è comunicare solo con le parole,

ma un accogliersi

attraverso

il più profondo ascolto!



E' comunicare anche con semplici gesti, o quando serve, anche con silenzi;

l’importante è che l’altra persona avverte questo, perché quando c’è questo, c’è comunicazione profonda fra esseri umani che hanno fiducia l’uno dell’altro e sanno apprezzare le parole, i gesti che un amico può fare.



Tutto questo viene a cadere quando si sente che dall’altra parte c’è diffidenza o disinteresse.

In quel momento la persona si chiude

e non riesce a dare quella fiducia che prima gli sembrava di sentire!"