LA COMUNITA' in PERU'

A seguito della richiesta a p. Matteo da parte di una mamma peruviana che aveva a Chiclayo un figlio in situazione di dipendenza, nel gennaio 2004 sono arrivati in Perù i primi operatori e giovani per avviare l’apertura del centro di Reque.

Fin dall’inizio questa iniziativa si è svolta sotto il segno dell’amore gratuito nei confronti dei giovani peruviani in condizioni di disagio e di dipendenza, per offrire loro le stesse opportunità di recupero che già da anni in Italia la Comunità in Dialogo garantiva. Perciò è stato da subito determinante l’aiuto e la fiducia del Vescovo e dei primi amici e collaboratori, che in quei giovani venuti senza conoscere la lingua e senza fonti di finanziamento riconobbero l’energia e la determinazione di chi si offre per le necessità di chi si trova in difficoltà.

            In pochi mesi, quindi, si procedeva da un lato alla costituzione ufficiale della Comunità in Perù e, dall’altro, ai lavori di adattamento abitativo e strutturale, all’acquisto degli animali e degli strumenti necessari alle attività del centro; ma soprattutto, a partire dal primo giovane, si iniziava subito ad accogliere, con amore e sollecitudine, i primi ospiti peruviani.

            Con il passare del tempo, e con le inevitabili fatiche legate alla realizzazione in Perù di una struttura ampia e confortevole, adatta ad accogliere fino a 18 o 20 persone, con tutte le attività agricole, artigianali e formative previste negli analoghi centri in Italia, la presenza della Comunità in Dialogo ha suscitato l’interesse e la vicinanza di una parte sempre più ampia della società di Chiclayo.

            Il rispetto e la fiducia nei confronti dei giovani ospiti, ancora troppo spesso discriminati a livello sociale e anche familiare, e i cambiamenti che in loro avvenivano a contatto con una realtà che credeva in loro e li valorizzava come persone, hanno creato interrogativi profondi in tante persone di buona volontà, che si sono avvicinate a questa esperienza unica nel panorama peruviano.

            Da qui, ad esempio, la collaborazione con l’Università cattolica di Chiclayo, iniziata con incontri con gli studenti di psicologia e di medicina, per favorire una visione anche scientifica del problema della dipendenza, fondata sul primato della persona e della sua crescita interiore; incontri che col tempo hanno coinvolto gli stessi giovani ospiti in qualità di testimoni del loro cammino di recupero e che sono culminati in un Convegno svoltosi presso l’Università con la partecipazione, insieme a qualificati interventi, dello stesso p. Matteo Tagliaferri.

            Da segnalare, poi, i rapporti instaurati con la società civile e con la Chiesa locale nei suoi diversi ambiti, con la stessa Regione Lambayeque, con medici, psichiatri e psicologi impegnati nel settore del disagio giovanile, nonché a scopi di prevenzione con scuole e con le stesse forze dell’ordine: in tutto ciò il protagonismo dei giovani ospiti continuava a suscitare stupore e meraviglia e l’esperienza accumulata dalla Comunità in anni di operatività in Italia destava l’attenzione e la stima nelle tante persone che ci incontravano.